Il Portale del legno - analisi comparativa sul mercato del legno in Trentino tra il 2024 ed il 2025
13 gen 2026
La presente sintesi riguarda esclusivamente i volumi di materiale legnoso (legname commerciale e biomasse) che hanno trovato collocazione sul mercato attraverso il Portale del legno trentino.
Il confronto tra il 2024 ed il 2025 evidenzia una tendenza chiara: a fronte di una contrazione dei volumi commercializzati, si registra un netto e generalizzato aumento dei prezzi, in particolare per la specie principale, l'abete, e nell’ambito delle vendite "in piedi".
I dettagli divisi per specie legnosa sono qui di seguito sintetizzati.
ABETE
L'abete, che rappresenta la quota maggioritaria del mercato, mostra l'incremento di valore più significativo:
• Vendita in piedi: nel 2024 il prezzo medio era di 56,92 €/m³. Nel 2025 questo valore è salito a 91,00 €/m³, segnando un aumento di circa il 60%.
• Vendita allestito a strada: anche il legname già abbattuto e portato a strada ha visto una crescita passando da 91,87 €/m³ nel 2024 a 119,51 €/m³ nel 2025.
• Volumi: si nota una diminuzione della quantità di legname offerto. Il volume netto dell'abete venduto "in piedi" è sceso da 220.797 m³ nel 2024 a 179.144 m³ nel 2025.
LARICE e PINO CEMBRO
Mentre l'abete traina il rialzo, le altre specie pregiate mostrano dinamiche meno marcate:
• Larice: per il legname in piedi, il prezzo è salito da 136,73 €/m³ (2024) a 152,23 €/m³ (2025). Tuttavia il prezzo del larice "allestito a strada" ha subito una leggera flessione, scendendo da 197,04 €/m³ nel 2024 a 189,41 €/m³ nel 2025. I prezzi del larice sono tuttavia sensibilmente influenzati dalla scarsità di disponibilità di materiale, che riduce la significatività del dato.
• Pino Cembro (Cirmolo): Questa essenza ha visto una diminuzione del valore medio nella vendita "a strada", passando da 278,19 €/m³ nel 2024 a 257,95 €/m³ nel 2025.
ALTRE CONIFERE
Anche le categorie considerate meno pregiate hanno beneficiato del trend rialzista generale. Il prezzo del Pino Nero e Silvestre "in piedi" è passato da 46,10 €/m³ nel 2024 a 65,81 €/m³ nel 2025, indicando una forte domanda di materia prima lignea a prescindere dalla specie.
BIOMASSA e LEGNA DA ARDERE
Anche il materiale destinato alla valorizzazione energetica conferma la tendenza al rialzo:
• Legna da ardere: il prezzo medio è aumentato da 40,26 €/t nel 2024 a 47,15 €/t nel 2025.
• Cippato/Materiale forestale: si registra una stabilità con lieve rialzo, passando da 13,92 €/mst a 14,28 €/mst. È interessante notare il forte aumento dei volumi di materiale forestale a strada, “passati”, sul Portale del Legno trentino, da circa 9.490 mst nel 2024 a oltre 25.000 mst nel 2025.
Legname di Pregio
Un dato interessante riguarda il legname di risonanza o di particolare pregio (rif. Asta Paneveggio). Mentre nel 2024 la pregiata essenza lignea aveva spuntato un prezzo medio di 406,13 €/m³, nel 2025 il prezzo medio per l'abete di risonanza è salito a 597,37 €/m³.
In definitiva il mercato del legname in Trentino – con una particolare accentuazione per il legname in piedi di abete - ha mostrato una notevole volatilità dei prezzi in particolare a partire dal mese di luglio, fino a fine anno 2025.
Si osserva un insolito picco di offerta (nr. lotti e volume) a luglio, seguito da una contrazione generale in agosto e un conseguente calo del valore medio. Successivamente, nell’ultimo trimestre, i prezzi hanno recuperato con vigore il trend positivo, superando di gran lunga i livelli iniziali dell’anno, in relazione ai volumi venduti in calo rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente.
Si evidenziano due importanti indici che confermano oggettivamente le attuali performance dei mercati locali trentini: l’elevato nr. medio di offerte presentate dalle aziende acquirenti pari a 5,6 per i lotti di abete in piedi e 6,9 per quelli a strada e l’incremento medio ponderato del prezzo di assegnazione rispetto al prezzo base d’asta ha raggiunto il +61% per i lotti di abete in piedi e +41% per quelli a strada.
Il 2025 è stato caratterizzato quindi da una scarsità generalizzata di materia prima legnosa che giunge alle “prime lavorazioni” che, in provincia di Trento, sono in grado di assorbire volumi molto superiori a quelli attualmente immessi in commercio dalle proprietà pubbliche sul territorio. Il tema potrebbe assumere nel breve periodo contorni ancora più critici, resi ulteriormente più incerti dalle incognite future nel contesto internazionale con le nuove norme EUDR e con le politiche daziarie imposte da “oltre Oceano”.
Il volume insufficiente di lotti a strada negli assortimenti più importanti (in particolare negli imballaggi) ha comportato il rinnovato interesse verso lotti costituiti in prevalenza da pino nero e pino silvestre, solitamente meno apprezzati dal mercato. Anche il mercato delle biomasse ha presentato un rinnovato vigore, con interessanti volumi transati sul Portale del legno trentino.