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Post-Vaia: monitoraggio e rischio fitosanitario
06 feb 2020
A seguito della tempesta Vaia, in Trentino l’area danneggiata è di quasi 20.000 ettari e il volume stimato di legname a terra si aggira attorno ai 4 milioni di metri cubi tariffari. Gli effetti disastrosi della tempesta si sono manifestati maggiormente nel settore orientale della provincia, in boschi di abete rosso.

Fin da subito è apparso innegabile l’elevato rischio di infestazioni da Ips typographus, il coleottero scolitide che si sviluppa sotto la corteccia dell’abete rosso, una delle specie di insetti maggiormente nocive per le foreste europee: la stima dei danni causati in centro Europa nel 2019 è, infatti, di oltre 80 milioni di metri cubi.

Uno dei principali fattori che favoriscono il rapido aumento delle sue popolazioni è proprio la presenza in bosco di massa legnosa schiantata. L’alto rischio d’infestazioni nei 2-3 anni successivi a Vaia ha posto, pertanto, la necessità di svolgere un’intensa attività di osservazione: da maggio a ottobre 2019 le popolazioni dei principali scolitidi delle conifere sono state monitorate mediante trappole a feromoni, posizionate in aree colpite a vario grado d’intensità dalla tempesta. Sono state montate 221 trappole controllate ogni due settimane.

La sorveglianza continua dei boschi ha permesso di escludere attacchi estesi a piante in piedi, anche dove il numero delle catture era alto o medio-alto. Ciò è dovuto al fatto che le popolazioni si sono insediate quasi esclusivamente sugli schianti.

Per il 2020 si prevede la prosecuzione del monitoraggio con trappole, utilizzate per misurare la densità delle popolazioni, ma anche per controllarne con tempestività le dinamiche, sia spaziali sia temporali. Ciò non impedirà lo sviluppo di pullulazioni, ma servirà a contenere i danni ed evitare perdite di maggiore entità.

Per un approfondimento si invita alla lettura dell’articolo completo, che sarà pubblicato sul prossimo numero di Terra trentina “Bostrico tipografo: stato attuale e rischio di attacchi nel secondo anno post-Vaia” di Cristina Salvadori, Gessica Tolotti – Fondazione E. Mach-CTT e Mauro Confalonieri – Servizio foreste e fauna.

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